RUSKIN JOHN

The stones of Venice
Date: London,Smith, Elder and co.,
Cod 2702
Matter: art
1.500,00 €
3 voll. in 4° (mm 255x175). Pagg. XXI, (1), 400+ 21 tavv; VI, 394+ 21 tavv; (4), 362+ 12 tavv. Nel complesso 53 splendide tavv. litografiche numerate e 1 non num., tutte disegnate finemente dall’autore e litografate da R. P. Cuff, J.F. Le Keux e altri. Una delle 1500 copie firmate dall’autore, come indicato nella prefazione al principio del primo vol. Tela editoriale marrone con fregio di carattere bizantino con pavoni, che campeggia al centro dei piatti, impresso in oro, attorniato da elegante bordura con ramages intrecciati impressi a secco. Seconda edizione del capolavoro di Ruskin (1819 – 1900) scrittore, pittore e critico d’arte; nella sua teoria generale, era convinto che il vero artista fosse una sorta di veggente e che l’arte favorisse l’incontro con la natura e con Dio. Nelle “Pietre di Venezia”, opera redatta durante un viaggio nella città lagunare, egli tratta dell’architettura, dei suoi ordini, ornamenti, materiali; descrive accuratamente edifici e palazzi (da Torcello e Murano a S. Marco, Scuola di S. Rocco...), tratta delle varie fasi e periodi del Rinascimento. Sviluppa tutto il suo pensiero riguardante i rapporti tra vita, arte, politica e società; esplica la sua lettura del gotico, basata sui valori decorativi e coloristici. Ruskin noto per la sua particolare posizione nei confronti del restauro architettonico, definito “restauro romantico”, ritiene immorale l’intervento di restauro, comunemente praticato nella sua epoca, inteso come sostituzione della copia all’originale. Bell’esemplare internamente, con solo piccole mende a cerniere e cuffie. Nota manoscritta al frontespizio“Applicatus Bibliotheca Fratrum Minorum Cork”. PMM: Ruskin's The Stones of Venice and The Seven Lamps of Architecture "with their obsession with the function and aesthetics of architecture, over and beyond its history and practice, … proved a revolutionary success". (ODNB): "The importance of The Stones of Venice lies … in its celebration of the Byzantine and the Gothic, which had an immediate effect on Victorian architects, who began to introduce Romanesque forms and Venetian and Veronese colour and sculptural features into their designs"

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