D’ANDREA GIOVANNI

In quintum Decretalium librum Novella Commentaria. Ab exemplaribus per Petrus Vendramaenum. (Con:): In sextum Decretalium librum.. (Con): In titulum De Regulis Iuris Novella Commentaria. (Con) Index rerum verborum et sententiarum
Data: Venetijs,Apud Franciscum Franciscium, Senensem,
Cod 2738
Materia: giuridica
1.000,00 €
In folio (mm 360x 250). Quattro parti. I: carte num. 162; II: carte num. 173. III: carte num. 98; IV: carte n.n 54. Capolettera entro vignette silografiche, testo su due colonne in romano tondo e annotazioni in corsivo; grande capolettera parlante entro raffinata vignetta incisa in legno all’inizio del Index. Quattro frontespizi incisi finemente in legno presentano al centro bel fregio allegorico entro ovale, al centro campeggia la figura della Pace donna con un ramo di ulivo in mano, contornato da ricca bordura rinascimentale a grottesche con figure e rami di ulivo. Piena pergamena rigida coeva con rinforzo pergamenaceo al dorso con cinque nervi. Titolo riportato al taglio inf. L’autore è stato tra i più famosi canonisti medievali. Da Dizionario Treccani : “Giovanni D’Andrea, Giureconsulto canonista italiano, detto dai contemporanei fons et tuba iuris; nato intorno al 1270 forse a Rifredo nel Mugello, studiò a Bologna prima grammatica e poi teologia, diritto romano e canonico. Nel 1307, a causa dell’interdetto pontificio su Bologna, trasferì il suo insegnamento a Padova, ma due anni dopo tornò a Bologna, dove rimase a insegnare diritto canonico fino alla morte, avvenuta il 7 luglio 1348. Il comune di Bologna gli affidò spesso importanti incarichi politici specialmente nelle sue relazioni con i pontefici. Egli fu uno dei maggiori canonisti dello studio bolognese. Si ricordano di lui un apparato e una novella al Sesto (Roma 1476, Venezia 1581), una lettura alle Decretali di Gregorio IX (Pavia 1484, Venezia 1493), un apparato alle Clementine (nelle comuni edizioni glossate), addizioni allo Speculum del Duranti, varî trattati in materia canonica, Questiones feudales (in Tract. univ. iuris, X), varî casus e consilia”. Bell’esemplare fascinoso nella sua robusta legatura. Presenta mende alla pergamena come spellature agli spigoli. Carta 46 della seconda opera con mancanza dovuta ad una antica cassatura con inchiostro, che ha corroso la carta. Nota di possesso manoscritta al frontespizio che presenta antico restauro in carta. Alcune sottolineature a inchiostro bruno nel testo, qualche macchia d’inchiostro alle pagg. bianche. Piccolo alone d’umido e forellino al margine inf. all’ultima carta n.n. Lievi aloni al marg. esterno, altri piccoli saltuari aloni marginali solo alla piega centrale, alla fine del tomo. Carta 55 con strappo restaurato. Schulte a.a.O. II, 205-229; P. Landau.

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