KANT EMMANUEL

Prolegomena zu einer jeden Künstigen Metaphysik
Data: Graz,1795
Cod 8504
Soggetto: Metafisica
300,00 €
In 8° (mm 165x105); pagg. XXX, (2), 301, (3 bianche). Elegante mezza pelle coeva con angoli, titolo impresso in oro su doppio tassello al dorso, che presenta cinque nervi e scomparti nei quali occhieggiano ramages e piccoli fiori impressi in oro; piatti in cartone decorato. Testo in carattere gotico. I Prolegomena non sono dei riassunti della Critica ma degli “esercizi propedeutici” - per usare le stesse parole del filosofo - per una maggiore comprensione dell'opera che è "oscura" perché tratta della “Metafisica della Metafisica”. Kant afferma che i Prolegomena non sono per gli scolari (quindi riassunti per loro) e neanche per i maestri (quindi compendio di una scienza data), ma sono per chi vuole diventare maestro, cioè per chi ha intenzione di ricercare - attraverso la speculazione filosofica - cioè che ora non è scienza ma che, come appunto dice il sotto titolo, potrebbe “presentarsi” come tale. (Prolegomeni ad ogni metafisica futura che vorrà presentarsi come scienza, a cura di P. Martinetti, Bocca, Milano 1913, p. 19): “Kant li scrive per dare una risposta a chi aveva lamentato la prolissità e la complessità della Critica della ragion pura (1781). Di qui l'aspetto principale dell'opera: il suo proporsi come un riassunto lucido e breve dei passi salienti della Critica. A questa generale finalità di natura espositiva si lega tuttavia un obiettivo secondario di natura polemica: nei Prolegomeni Kant sente il bisogno di rintuzzare le critiche di Garve, raccolte in una breve recensione pubblicata sulla Göttingische Gelehrte Anzeigen del 19 gennaio del 1782. Da questa recensione, che ha tra l'altro una sua storia redazionale piuttosto complessa e che uscì anonima, Kant si sentì colpito personalmente, e nei Prolegomeni l'accusa di idealismo che la recensione gli imputava viene più volte respinta con un tono che lascia ben trasparire il risentimento per chi, a suo dire, lo aveva frainteso. Ciò che sembra spingere Kant a chiamare proprio così i Prolegomeni non è solo la consapevolezza di chi stende appunto un'introduzione divulgativa: è anche la scelta di porre fin nel titolo del proprio lavoro la centralità delle questioni di principio, - quelle questioni che proprio in virtù della loro natura debbono essere discusse per prime. E' in questa luce che dobbiamo interpretare le parole che aprono questo testo: Kant osserva infatti che questi Prolegomeni sono scritti non per i novizi, ma per i futuri maestri, ed ancora devono servire a questi non ad ordinare l'esposizione di una disciplina già esistente, ma a ritrovare da sé medesimi questa scienza stessa” Ottimo esemplare marginoso, su carta vergellata con marca d’acqua, in bella impressione. Lievi tracce d’uso a spigoli e cuffie.

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