MAFFEI SCIPIONE

Verona Illustrata
Data: Verona,Jacopo Vallarsi e PierAntonio Berno,1731 - 1732
Verona
P5100040
Materia: storia locale
4.000,00 €
In Folio (mm 390x275), 4 parti in 1 tomo, ognuna con proprio frontespizio: pagg. XII, colonne 396; pag. X, col. 298; pagg. IV, col. 294, pagg. (3); pagg. (6), col. 214, (1b.). Vignetta ai frontespizi, stampati in rosso e nero, inc. da M. Heylbrouck da disegno di Antonio Balestra, 67 incisioni in rame nel testo (1 a piena pagina) di F. Zucchi, raffiguranti fregi, monete, monumenti, epigrafi, sculture, iniziali ornate (fra queste anche i 12 busti antichi disegnati da Giambattista Tiepolo; fregi ed iniz. silografiche. Aggiunto a pagina 46 della terza parte un disegno architettonico manoscritto dell’arco dei Gavi ad inchiostro rosso. La prima parte contiene “L’istoria della città e insieme dell’antica Venezia”; la seconda “L’istoria letteraria o sia notizie de’scrittori veronesi”; la terza “La notizia delle cose in Verona più osservabili”; la quarta “Il trattato degli anfiteatri, e singolarmente del veronese”. Legatura in piena pelle coeva, titolo in oro su tassello al dorso con scomparti e ricchi fregi floreali e a ramages. Esemplare generalmente ben conservato, qualche traccia d’umido nella terza parte, restauri a qualche spellatura all’angolo del piatto posteriore e alle cerniere. Edizione originale della più importante opera storica sulla città, frutto dello studio sistematico del maggiore erudito veronese del Settecento, figura di spicco in campo nazionale, per l'importanza dei suoi studi non solo storici e locali, ma anche nei campi di archeologia, paleografia, teatro, nonché economico e scientifico: scrisse infatti sui fulmini, sull'impiego del denaro e suo prestito, sulla magia caratterizzando sempre le sue opere di grande modernità e critica nei confronti delle tradizioni stantie, spesso prendendo posizione contro la Chiesa. Esemplare d’eccezione e di notevole importanza storico-letteraria utilizzato per pubblicazione dell’edizione dei Classici Italiani del 1825, completamente annotato e ricchissimo di correzioni al testo originale, copiato dall’esemplare originale di studio di Scipione Maffei, che lo studioso aveva approntato in previsione di una sua futura edizione riveduta e corretta della sua “Verona illustrata” (quindi il libro era passato nelle mani del nipote Antonio Maffei, che lo cedette poi al marchese Cicognara, il quale infine vendette nel 1824 la sua collezione alla Biblioteca Vaticana dove si trova tuttora). Il nostro esemplare riporta una chiara nota manoscritta rilegata prima del frontespizio dell’erudito Giuseppe Donadelli collaboratore di Francesco Reina, promotore della Società Tipografica dei Classici Italiani attiva ad inizio Ottocento a Milano; nella nota, posteriore alla pubblicazione dell’edizione della “Verona illustrata” da parte della Società Tipografica (1825-27), egli spiega “ Le postille ms. che si trovano nelle margini ed ‘ai piedi del presente esemplare della Verona Illustrata sono tratte da copia che esisteva presso il marchese Antonio Maffei discendente dell’autore; la qual copia venne poscia acquistata dal marchese Leopoldo Cicognara, ed ora per vendita fatta da quest’ultimo insieme a tutti i suoi libri passata nella Biblioteca del Sommo Pontefice Pio VII. Le anzi dette postille vennero in parte fatte scrivere dal marchese Maffei, ed in parte comunicate dal Cicognara alla Società Tipografica de’ Classici Italiani in Milano per la nuova edizione che da questa venne fatta negli anni 1825-27, in 5 tomi in 8°, per le cure dell’Avvocato Francesco Reina quanto sia al 1° volume, e dopo la morte di lui per quelle dello scrivente rispetto ai successivi volumi…”. Ad un semplice confronto dei testi è evidenziato come le note manoscritte di questo esemplare siano diventate parte integrante del testo definitivo dell’edizione ottocentesca, come spiegato chiaramente nella prefazione ai lettori dei Classici Italiani: “Nell’eseguire pertanto la ristampa…fummo ancora fortunati di potervi aggiungere tal pregio…Maffei…avea divisato di dar fuori un’emendata edizione della grande sua opera. A quest’effetto egli riempiè un esemplare in foglio della stampa originale del 1732 di postille…Essndoci giunta notizia…non tralasciammo né cure né spese onde ci fossero comunicate le correzioni e le note che leggevansi in margine…Non temiamo adunque di dire essere stata necessaria non comune diligenza per venire a capo d’ordinare l’edizione nella manierea che bramavamo. Lozzi, 6300 cita un esemplare con note forse inedite molto importanti di B. Campagnola che ebbe in dono dall’autore; Platneriana pag. 246; Gamba 2325; Choix: “Premiere edition de cet ouvrage important. Beau et rare volume”. Schlosser Magnino, pag. 550: ”con magnifiche tavole.. utilissime per la concezione dell’antichità in quel tempo”.

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