Anteiquae Urbis Imago accuratissime, ex vetusteis moumenteis…
Data: Venezia,PANVINIO ONOFRIO,1600
Roma
8023
Soggetto: Roma
800,00 €
Acquaforte e bulino, dimensioni mm 330x442, impressa su carta vergata coeva, con margini, in perfetto stato di conservazione. Esemplare nel terzo stato di tre, stampato in "Venetijs Anno Salutis MDLXXX GRE XIII Pontifice maximo cum privilegeis Pontificis", e con, aggiunto in basso a destra: C, pag. 7. Tratto da "De ludis Circensibus", pubblicato da Giovan Battista Ciotti nel 1600 Sul lato destro, sotto la ricostruzione del Circo Massimo, è inciso il titolo: ANTEIQUAE URBIS IMAGO accuratissime, ex vetusteis moumenteis, et heis quae supersunt reliquieis, et parichrieis delineata ONUPHRII PANVINII VERONENSIS FRATRIS Eremitae Augustiniani autoris impensa… Nel riquadro in basso a destra si trova una legenda numerica di 90 rimandi a luoghi e monumenti notabili (ma il n. 90 non riporta indicazioni), distribuita su tre colonne. Nella tavola presenti alcune indicazioni toponomastiche. Orientazione nei quattro angoli con il nome dei punti cardinali: SEPTENTRIO, MERIDIES, ORIENS, OCCIDENS, il nord-est è in basso. Pianta archeologica a proiezione verticale con elevazione dei soli monumenti antichi. Si tratta di una delle più importanti piante archeologiche della città, assieme a quella pubblicata nel libro di Bartolomeo Marliano “Urbis Romae Topographia B. Marliani” (1544) e alla piccola pianta archeologica del Ligorio (1553). Hülsen sostiene che l’orografia derivi dalla pianta moderna del Paciotto (1557) malgrado il Panvinio abbia rovesciato l’orientazione, portando il nord a destra. Sembra corretto sottolineare che l’opera abbia una derivazione comune dal Marliano e anche dal Bufalini (1551). La prima edizione, dedicata a papa Pio IV, fu stampata a Roma nel 1565 probabilmente dallo stesso Panvinio. Frutaz ricorda che il Panvinio si avvaleva della collaborazione del pittore parmigiano Mercurio Baiardi e ipotizza che questi possa essere l’autore della pianta. L’opera è molto rara ed è inserita nell’esemplare di Monaco di Baviera dello Speculum Romanae Magnificentiae di Antonio Lafreri, come pure nel secondo volume della raccolta cartografica fattizia cinquecentesca della Biblioteca Nazionale di Firenze. La lastra fu ristampata, a Venezia, con la data aggiornata al 1580 e dedicata a papa Gregorio XIII. Una terza stesura della lastra, con il numero di pagina aggiunto, è inserita nel libro postumo del Panvinio, il De ludis Circensibus stampato a Venezia nel 1600 da G. Battista Ciotti e successivamente a Padova nel 1642 da Paolo Frambotti. Erudito. Agostiniano, si dette in Roma, giovanissimo, a indagini sull'antichità romana, acquistando grande fama. Pio IV lo nominò revisore alla Biblioteca Vaticana. Fra le molte sue opere, specialmente notevoli i Commentarii ai Fasti (1558), i Commentarii ai Trionfi, i Comizi imperiali, le Antichità veronesi (incompiute), una silloge di epigrafi, ecc. Le sue schede manoscritte, preziose fonti sui monumenti medievali romani e notevoli testimonianze sul suo metodo critico, si conservano nella Bibl. Vaticana. Fu ritratto da Tiziano (Roma, gall. Colonna). Nel 1556 realizzò lagrande carta archeologica di Roma antica. In quello stesso periodo ha iniziato a collaborare con l'incisore francese Étienne Dupérac, che ha continuato a fornire illustrazioni per stampe postume delle opere del Panvinio. Borroni Salvadori (1980): n. 212; Caldana (2013): n. I.13; Frutaz (1962): n. XX e tav. 35; Hülsen (1915): IX, p. 57, nn. 47-48; Scaccia Scarafoni (1939): nn. 14-15. Bifolco-Ronca, Cartografia e Topografia Italiana del XVI secolo, Catalogo ragionato delle opera a stampa (2018), pp. 2350-2351, tav. 1209, terzo stato di tre.

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