LAFRERI ANTONIO

Senza titolo (Planisfero cordiforme doppio)
Data: Roma,1564 circa
Mondo
Soggetto: Planisfero Mappamondo
Prezzo a Richiesta
Incisione in rame ad acquaforte e bulino, mm 323x512, firmata in lastra in basso “ANT(onio) LAFRERI EXC(udit) Romae”, eseguita su carta vergata. II stato su III. Rarissima carta priva di scala grafica ricavata da Salamanca, socio di Lafreri dal mappamondo di Mercatore del 1538, il quale a sua volta deriva dal planisfero di Oronce Finé del 1531; essa fu incisa e pubblicata attorno al 1550 da Salamanca e poi da Lafreri attorno al 1564 e Orlandi nel 1602. Perfetto stato di conservazione, rifilata alla battuta del rame e con margini aggiunti d’epoca, come usanza comune voleva spesso.(Associazione Almagià-Quando l’Italia disegnava il mondo. Tesori cartografici del Rinascimento italiano, 2016): “Come nel suo modello di riferimento, il globo terrestre è tagliato in due dall’equatore. Ma, rispetto al prototipo di Finè, si notano notevoli aggiornamenti, soprattutto nel rapporto tra l’Asia e l’America, che risultano separate, come due realtà distinte, secondo un’ipotesi molto controversa nella prima metà del XVI secolo. Per la prima volta il nome di “America” è applicato sia alla parte settentrionale che a quella meridionale del Nuovo Mondo e le due …sono inequivocabilmente legate a formare un unico contimente. Lo stretto che separa l’oceano Atlantico dal Pacifico…divide il sud America da una grande massa continentale antartica. L’Artico è rappresentato come un’unica massa e non come quattro imponenti isole ghiacciate, mentre lo sconosciuto Antartico come una estesa massa, secondo l’iconografia dell’epoca derivata da Tolomeo, le cui mappe divennero la base della cartografia del Rinascimento…Dopo la morte di Salamanca (nel 1562), il suo socio, Antonio Lafreri, ristampò questa carta con variazione dei dati editoriali. Successivamente l’editore ed incisore Giovanni Orlandi, che fu tra gli ultimi eredi del patrimonio calcografico di Lafreri, eseguì una terza tiratuta della lastra, nel 1602, sempre a RomaBibliografia essenziale: Castellani 1876: p. 240, n. 5 (2° stato); Library of Congress 1914: p. 88, n. 3 (2° stato); Tooley 1939: p. 16, n. 1 (1° stato) e n. 2 (2° stato); Nordenskiöld collection 1981: p. 31, n. 4 (2° stato); Cartografia rara 1986: p. 112, n. 104 (1° stato) e p. 113, n. 105 (2° stato); Shirley 1992: p. 21, n. 4 (2° stato); Shirley 2004: p 381, 1 (1° stato); Associazione Almagià. Quando l’Italia disegnava il mondo. Tesori cartografici del Rinascimento italiano, 2016: p. 32

Torna Indietro

RICHIEDI INFORMAZIONI

Compila la form per ricevere assistenza sui nostri prodotti e richiedere un preventivo

Accetto l’informativa sulla privacy.



Newsletter

Iscriviti e rimani aggiornato
Accetto l’informativa sulla privacy.