STRUDTHOFF GEORG

Chart of the Adriatic Sea or Gulf of Venice constructed from the latest Venetian and French observations compliled and drawn by George Strudthoff late ship master. Dedicata All’Illustris.mo Sig.r Antonio Giaxich Capitano di Fregata e Capitano del porto in Trieste.
Data: Trieste,1819
Adriatico, Dalmazia, Corfù
Cod 47475
Soggetto: Adriatico, Dalmazia, Corfù
7.500,00 €
Incisione in rame eseguita in 5 lastre unite, complessivi mm 736x2585. Asta, Lo specchio del mare: “Le dimensioni stupiscono, quasi 2 metri e 60 centimetri di lunghezza, e ne fanno la più grande carta nautica dell’Adriatico e probabilmente una delle più grandi in generale. L’autore, “George Strudthoff late Ship Master”, poco si sa di lui, non compare fra i cartografi attivi in quel periodo e nell’area veneta e triestina. Possiamo pertanto avanzare alcune ipotesi che necessitano di ulteriori conferme. La carta è redatta in inglese ed è legittimo pensare che anche il nome dell’autore sia stato tradotto in inglese, potrebbe pertanto trattarsi di “Giorgio Strudthoff già capitano marittimo”. A Trieste nel 1819 viveva un capitano marittimo di nome Giorgio Strudthoff e si trattava di un personaggio rilevante nella storia della città e di tutta la regione Adriatica. Nella pubblicazione “Cantieri Riuniti dell’Adriatico. Origini e sviluppo, 1857 – 1907 – 1957” di Giovanni Gerolamo, leggiamo: “Nel 1815 arrivava a Trieste, al commando di un brigantino danese, il capitano di lungo corso Giorgio Simeone Strudthoff, nato a Brema nel 1875. L’arrivo di quel giovane nella città di San Giusto doveva assumere un’importanza non indifferente per le future sorti dell’industria navalmeccanica della regione”. Tutt’ora a Trieste gli Strudthoff rintracciabili sono discendenti di quel Giorgio, che fondò il primo nucleo dello Stabilimento Tecnico Triestrino. I due trattati di Parigi e il congresso di Vienna 1814 – 1815 avevano visto crescere di importanza il ruolo della potente marina inglese, militare e mercantile, nel Mediterraneo, dove ora disponeva della base di Malta e del protettorato delle isole ioniche, in particolare di Corfù, la “chiave dell’Adriatico”. La carta sembra testimoniare un interesse per questa nuova presenza. Lo Strudthoff dichiara nello stringato titolo che la carta è costruita dalle ultime osservazioni veneziane e francesi: l’attento esame della stessa dimora che essa è sostanzialmente simile a quella pubblicata tre anni prima a Trieste dal Grubas, almeno per la parte che rappresenta l’Adriatico; questa si estende infatti fino all’isola greca di Cerigo e mostra in modo abbastanza dettagliato le isole ioniche, allora protettorato inglese. Le numerose vedute dei rilievi prossime alla costa ricordano quelle che accompagnano la carta del Grubas del 1809, cosi come le piante dei porti di Trieste e Ancona; sono aggiunte in un riquadro in alto a destra le vedute relative alle isole ioniche ed alla costa della Morea. La longitudine è coerente riferita in questo caso al meridiano di Greenwich; compare qui la declinazione magnetica, di cui è priva la carta di Grubas; la scala è maggiore”. Marco Asta: Lo specchio del mare, p. 54.

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