MENGHI GIROLAMO

Compendio dell'arte essorcistica et possibilità delle mirabili & stupende operationi delli Demoni & dè malefici.. con li rimedi opportuni alle infermità maleficiali....con una copiosissima aggiunta dell’istesso Auttore. Opera non meno giovevole alli Essorcisti, che dilettevole à lettori, & à commune utilità posta in luce con una copiosissima tavola delle cose più notabili.
Data: Venezia ,Fioravante Prati,1594
Cod 4897
Soggetto: Demonologia, esorcistica, esoterica
1.800,00 €
In 16° (mm 150x100). Pagg. (72), 2 bianche, 563; capolettera incisi in siografia, note a stampa al margine. Piena pergamena floscia coeva con titolo manoscritto su etichetta al dorso. Raro trattato esorcistico, Opera in cui l’autore raccoglie numerossissimi episodi in cui si crede all'intervento del diavolo in forma visibile. Uno dei più celebri di tutti i tempi. “Piu che un trattato di esorcismo è un trattato di demonologia suddiviso in tre libri: il primo dedicato alla natura ed al potere del diavolo; il secondo ai misfatti delle streghe; ed il terzo ai rimedi per prevenire e curare i malefici. L'opera venne proibita, dalla Sacra Congregazione, nel 1709.” Bibliotheca Lamiarum n. 53. Si tratta dell'unica opera in volgare del Menghi, (Viadana 1529 – Viadana 1609) è stato un esorcista, membro dell’ordine dei minori osservanti. Menghi tentò di riformare e disciplinare la pratica esorcistica, deplorando il fenomeno dei finti ossessi e la venalità degli esorcismi e proponendo l'istituzione di un corpo di esorcisti stipendiati per dedicarsi solo all'arte di liberare gli indemoniati. Fu un teorico prolifico e i suoi trattati ebbero grande successo e diffusione, venendo più volte ristampati (tant'è che erano posseduti dalla quasi totalità delle biblioteche degli ordini religiosi del tempo). Ma dovette far fronte anche a critiche molto dure: nel 1585 fu sconfessato da una commissione di medici e teologi mentre praticava un esorcismo; nel 1599 fu duramente criticato dal medico Scipione Mercurio ne Gli errori popolari d’Italia. Bell’ esemplare genuino, leg. un pò scucita al primo nervo inf. Note di possesso alle sguardie e al frontespizio a inchiostro bruno con piccolo forellino, alcune macchie a poche pagg., malnumerazione a pag. 368 -371. Romeo pag. 115; Wadding pag. 118; Robbins, 185. Manca a Caillet, che cita l’edizione del 1605, e a Dorbon che riporta quella Veneziana del 1601

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