MAFFEI SCIPIONE

Museum Veronense, hoc est antiquarum inscriptionum atque anaglyphorum collectio...
Data: Verona,Typis Seminarii,1749
Cod 1688
2.200,00 €
In Folio (mm 370x240); pagg. (18), incluso l’occhietto e l’ antiporta figurata incisa in rame, raffigurante il prospetto e l’ichnografia del museo Maffeiano, ed il frontespizio in rosso e nero con grande vignetta in rame; pagg. XII, 519 con 33 tavole a piena pag. fuori testo, di cui 2 grandi ripiegate e numerose vignette, incise nel testo, elegante la veste tipografica con iniziali entro grandi vignette istoriate, il tutto inciso finemente in rame. Dedica a Benedetto XIV. Piena pelle coeva color nocciola, dorso a sei nervi, titolo su tassello e ricchi fregi in oro, tagli marezzati in verde. Prima edizione di uno fra i più bei libri illustrati veronesi. L’erudito veronese Scipione Maffei, era in relazione epistolare con tutti i maggiori studiosi del tempo, che si interessassero ad archeologia e paleografia. Costituì uno dei primi musei epigrafici al mondo, il primo istituto integralmente pubblico con funzioni didattico-scientifiche. Diede una duplice connotazione ai monumenti sottolineandone l’importanza dal punto di vista storiografico e scientifico come fonti e documenti essenziali al pari delle testimonianze letterarie; nella sua ricerca sistematica concepì una raccolta nuova nei contenuti e nelle strutture, fungendo da prototipo del museo moderno, anticipando gli allestimenti scenografici realizzati nella seconda metà del settecento. Le epigrafi vennero inserite, suddivise in classi (greche, etrusche, latine, cristiane, medievali e spurie) in serie progressive e in sequenze storico-cronologiche, accantonando per la prima volta il criterio ornamentale, lungo le pareti di un portico dorico che si svolgeva su tre lati di un grande cortile rettangolare confinante con il teatro Filarmonico. Successivamente Alessandro Pompei modificherà profondamente la sistemazione architettonica in stile neoclassico. Le belle tavole, incise elegantemente dal veneziano Zucchi, raffigurano statue, bassorilievi e architetture; Zucchi lavorò presso Federico Augusto I re di Sassonia, prima della sua collaborazione con il Maffei. Bell’ esemplare, internamente assai fresco e marginoso, stampato su carta forte. Mende alla legatura come cerniere anticamente restaurate, piccole mancanze a spigoli, angoli e cuffia inf., piccoli fori di tarlo al dorso.

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