PETRARCA FRANCESCO

De remediis utriusque fortunae, edidit Nicolaus Lucarus
Data: Cremona,Bernardini de Misintis Papiensis ac Caesaris Parmensis Sociorum,1492
Cod 1592
Soggetto: incunabolo
4.000,00 €
Folio (mm 245 x 165); 166 cc. (comprese la prima e l’ultima bianche). Z4, a-b8, c-z6, A-B6, C8. Al colophon: Accipe tandem candidoissime lector Divinum Francisci Petrarca: opus |Nicolai Jugari industria sollerti Nitidissimum : Bernardini. De Misintis Papiēsis /ac Caesaris Parmiensis sociorum diligenti opera. Impressum Cremonae. Anno/Incarnationis dominice. 1492. Die. 17. mensis Novembris. Marca tipografica in silografia con monogrammi. Piena pergamena rigida di riutilizzo con unghie, tracce di legacci ai piatti, tagli spruzzati in giallo. Prima edizione impressa in Italia. Il De remediis utriusque fortunae apparve verso il 1470 a Colonia; era stata composta da Petrarca tra il 1345 e 1366 durante il suo soggiorno al castello dell’amico Azzo da Correggio. Questa edizione fu curata da Nicolaus Lucarus professore di retorica a Cremona e da lui dedicata a Marchesino Stanga con una lunga ed interessante lettera dalla quale si evince che l’editore usò un manoscritto appartenuto a G. Francesco Meli di Cremona, portata da suo padre Giovanni Filippo da Firenze, collazionandolo con due altri. Si tratta di un dialogo a sfondo pessimista tra la Ragione, la Speranza, il Gaudio, il Dolore e il Timore. Importante edizione, secondo libro stampato a Cremona da Bernardino De Misintis, prototipografo che insieme a Caesar Parmensis lavorò tra il 1492 e il 1493; della loro attività congiunta si conoscono solo sei opere. La prima edizione latina fu stampata da Heinrich Eggestein verso il 1473 – 1475, rieditata nel 1490 con modifiche nel titolo, mentre la nostra del 1492 è curata dal Lucaro; si tratta dell’edizione che fornisce il testo più corretto, sia dell’editio princeps, che delle edizioni successive, tanto che anche il testo delle edizioni moderne si basa su di essa. Bell’esemplare, corto ai margini, con perdita di testo dell’ultima riga inferiore alle prime due carte della Tabula Rubricarum; piccolo camminamento di tarlo alle sguardia anteriore e inferiore, minime macchioline alla pergamena. Goff P409; Hc12793; BMC VII 956; IGI 7578; Hortis, 338.

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