MARINO GIOVAN BATTISTA

La Sampogna Del Cavalier Marino, Diuisa in Idillij Favolosi, & Pastorali. Al Sereniss. Sig. Prencipe Tomaso di Savoia
Data: Venezia,In Venetia Appresso i Giunti, Con Licenza de Superiori et Priuilegio,1621
Cod 2971
400,00 €
12° (mm 140 x 80); pagg. 48, 330, 1 bianca n.n. Piena pergamena floscia coeva titolo manoscritto al dorso. Bel frontespizio inciso in rame con simboli allegorici, capolettera, fregi e finalini incisi in legno. Prima edizione italiana. La prima in assoluto fu pubblicata a Parigi da Pacardo nel 1620. L'opera consiste di dodici idilli (i primi otto mitologici, i restanti quattro pastorali), nei quali si alternano polimetri a poemetti in endecasillabi e settenari sciolti. Le fonti dell'ispirazione mariniana sono tra gli antichi soprattutto Mosco, Ovidio e Claudiano, tra i moderni soprattutto Poliziano. È considerato il massimo esponente della poesia barocca. La sua influenza su letterati italiani e stranieri del Seicento fu immensa. Egli era infatti il rappresentante di un movimento che si stava affermando in tutta Europa. Di lui, De Sanctis scrisse: "Il re del secolo, il gran maestro della parola, fu il cavalier Marino, onorato, festeggiato, pensionato, tenuto principe de' poeti antichi e moderni, e non da plebe, ma da' più chiari uomini di quel tempo."[2] Ottimo esemplare, nota di possesso manoscritta al frontespizio, cuffia sup. restaurata, capitello sup. mancante. Graesse IV p. 401.

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