GASTALDI JACOPO/RUSCELLI GIOVANNI

Orbis descriptio
Data: Venezia,1598
mondo
Cod 7610
Soggetto: Planisfero, mappamondo
1.200,00 €
Incisione in rame, mm 180x260. Buona prova, molto ben impressa. Tratta dall’edizione della “Geografia” di Tolomeo, curata da Moleto e pubblicata dagli eredi Sessa. Ben conservato, qualche leggera macchia e tracce di arrossamenti della carta ai margini. Mappamondo dal grande fascino inizialmente inciso per La Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino, Nuovamente tradotta di greco in Italiano, da Girolamo Ruscelli, nuova ed importante edizione della “Geografia” del greco Tolomeo. Il mappamondo “Orbis Descriptio” è disegnato con eleganza e pulizia e si basa sul modello di Giacomo Gastaldi, migliore cartografo italiano del cinquecento, delineato nel 1548 per la sua “Geografia”; è possibile anzi che egli sia stato l'autore del disegno, mentre l'incisione è da attribuire a Giulio Sanuto. Per la prima volta la Terra viene mostrata con la suddivisione in due globi con il nuovo ed il vecchio mondo; l'abilità incisoria rende questo mappamondo estremamente leggibile: nella edizione gastaldina non appare il grande continente australe incognito, mentre Asia ed America sono unite da una “Terra incognita” la cui linea di costa è “Littus incognitum”; anche nel sud America, la cui forma è ancora “a patata”, vi è la costa meridionale pacifica definita “Littus incognitum” e il Brasile è solo quella piccola sezione di territorio come definito dal Trattato di Tordesillas; nell'estremo nord si trovano i mitici Iperborei e in Europa il mare del Nord è ampio da schiacciare e falsare la forma del continente. Anche l'Africa si estende per più meridiani del reale, assumendo la forma allungata che immaginava il Gastaldi; per contro le remote isole del sud-est dell'Asia sono abbastanza corrette. Questo mappamondo “Orbis Descriptio” è quindi un eccellente focus sull'immagine della Terra che si aveva a metà del cinquecento e forse anche per ciò la Geografia di Tolomeo tradotta da Girolamo Ruscelli fu reputata il miglior atlante del suo periodo, andando così incontro a fortuna, dimostrata dalle numerose edizioni. In questa edizione del 1598 compare la massa di terra dell’Antartide, non raffigurata nelle precedenti edizioni di Ruscelli o da essa derivate.

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