BIANCO ANDREA.
Planisfero Antico di Andrea Bianco che si conserva in Venezia nella Biblioteca di S. Marco.,
Data: Venezia,1783
1.200,00 €
Incisione in rame, mm 250x250. Pregevole e decorativa versione antica della mappa circolare del mondo realizzata da Andrea Bianco nel 1436, conservata presso la Bibliotheca Marciana di Venezia. È considerata la prima opera cartografica esistente che raffigura la scoperta portoghese di Capo Verde.
Questa versione incisa su rame proviene dalla prima edizione italiana del 1783 del “Saggio sulla nautica antica de' Veneziani” di Vincenzio Antonio Formaleoni (1752-1797). L'orientamento della mappa è ruotato di 90 gradi in senso antiorario. Il nord si trova a sinistra.
Nella parte superiore della mappa, nell’Asia orientale, sono raffigurati il paradiso, Gog e Magog, l’imperatore Kublai Khan e una vasta gamma di creature mitiche. È indicata una rotta marittima verso le Indie, intorno all’Africa, molto prima che Diaz la scoprisse. Nell’Oceano Indiano sud-orientale si trova l’ixola perlina (isola delle perle).
La mappa è una rappresentazione schematica del mondo a forma di “T-O”, ovvero un cerchio (O) diviso in due da una forma a T, che rappresenta il mondo circondato dall’acqua e suddiviso in tre continenti: Asia, Europa e Africa. La parte orizzontale della “T” simboleggia il fiume Don (che sfocia nel Mar Nero) e il fiume Nilo, che separano l’Asia dall’Europa e dall’Africa. La parte verticale della “T” rappresenta tipicamente il Mar Mediterraneo, che separa l’Europa dall’Africa.
Questa rappresentazione simbolica era diffusa nel Medioevo e rivestiva un significato religioso: la T rappresentava la croce e la O simboleggiava il mondo. Gerusalemme è collocata al centro della mappa, a testimonianza del suo significato spirituale nel cristianesimo medievale. Le mappe T-O sono spesso orientate con l’est in alto, dove si trova l’Asia, associata al Giardino dell’Eden o al paradiso, mentre l’Europa e l’Africa sono in basso. Queste regioni corrispondono ai tre figli di Noè (Sem, Cam, Jafet) che ripopolarono la Terra dopo il Diluvio.
Queste mappe medievali rappresentano un’innovazione rispetto alle opere della geografia greco-romana, includendo nuove conoscenze e nuove teorie, dai viaggiatori medievali come Marco Polo alle ultime scoperte dei portoghesi. Qui sono raffigurate le scoperte portoghesi lungo la costa occidentale dell’Africa, e il Golfo di Guinea è disegnato in modo più o meno corretto, sebbene fosse stato esplorato solo di recente. La punta dell’Africa è stata estesa più a sud rispetto a quanto appare nelle precedenti edizioni di Tolomeo. Queste mappe medievali di T-O accettano la teoria secondo cui i continenti conosciuti sono circondati da un unico oceano contiguo, una nozione sostenuta da diversi geografi e storici dell’antichità, come Strabone, Eratostene, Ecateo di Mileto ed Erodoto, ma che era stata respinta da Tolomeo.
Questa edizione italiana del XVIII secolo della mappa è uno dei pochi facsimili antichi ancora esistenti di mappe del mondo medievali ed è piuttosto rara sul mercato. Ottimo esemplare con traccia delle pieghe editoriali
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