MANZONI ALESSANDRO
I Promessi Sposi, Storia milanese del secolo XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni. Edizione riveduta dall’autore - Storia della Colonna infame. Inedita
Data: Milano,Guglielmini e Redaelli,1840
Cod 35160
2.000,00 €
In 4°(mm 275x184); pagg. 864. Testo inquadrato entro cornice a duplice filetto. Antiporta figurata, vignetta al frontespizio incise finemente in legno, capilettera parlanti e testatine, oltre 450 eleganti silografie, tratte da disegni di Francesco Gonin, Riccardi, Bisi, D’Azeglio, Boulanger e Sogni. Percallina editoriale blu con grandi fregi dorati, titolo in oro al dorso, fleuron in oro e impressioni floreali a secco ai piatti. Si tratta dell’edizione originale “Quarantana” del romanzo nella sua versione definitiva, successiva al risciacquo dei panni in Arno, oltre che della prima edizione illustrata, accresciuta dell’originale della Storia della colonna infame. Per l’elegante veste editoriale e il raffinato apparato iconografico, Manzoni, che seguiva pedissequamente ogni fase della realizzazione della sua opera, fece delle accurate scelte. Dopo l’esperienza, in prima battuta, con il celebre pittore Francesco Hayez, che doveva occuparsi delle illustrazioni, gli esiti delle prime prove furono talmente deludenti che lo stesso Hayez si ritirò dall’impresa; Manzoni allora si affidò al genio del giovane torinese, amico di famiglia, Francesco Gonin: disegnatore eclettico, capace di spaziare dai ritratti di personaggi alle vedute, fino agli scorci urbani più animati; egli realizzò la maggior parte delle oltre 400 vignette che corredano il testo con l’aiuto di altri disegnatori: Paolo Riccardi, Giuseppe Sogni, Luigi Riccardi, Luigi Bisi e Federico Moja. Manzoni fu talmente soddisfatto del lavoro, che definì Gonin «ammirabile traduttore» della sua opera. Anche per la realizzazione delle tavole arrivò dall’estero un gruppo di importanti incisori: i francesi Berndard, Pollet e Loyseau, e l’inglese Sheers e fu necessario importare anche tutta la strumentazione per l’impressione, compreso il torchio Stanhope con un torcoliere esperto in grado di maneggiarlo.
L’opera Manzoniana termina con l’aggiunta del saggio la «Storia della Colonna infame». Una prima stesura della «Colonna» risale al 1823, al tempo del «Fermo e Lucia», ma solo con la Quarantana questo prezioso saggio di letteratura storica vide la luce in edizione originale. L’opera descrive il malgoverno lombardo amministrato dagli spagnoli ai tempi della peste del 1630; in particolare, l’obiettivo di Manzoni fu di criticare le scelte della giustizia penale dell’epoca, dell’uso della tortura per arrivare alla verità. descrivendo il processo intentato contro i supposti due untori Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora. Oltre alle cronache del tempo e alle trascrizioni delle deposizioni di alcuni indagati, la fonte principale di Manzoni furono le «Osservazioni contro la tortura» (1804) del celebre pensatore illuminista Pietro Verri. Bell’esemplare a pieni margini con piccole barbe, usuali saltuarie lievi fioriture, presenti di consueto nell’opera, particolarmente in antiporta e all’ultima pagina, a causa dei fogli di guardia giallini utilizzati . Legatura ben conservata, con lievi tracce d’uso agli angoli.
Biancardi-Francese p.289; Fumagalli, 228; Parenti, Prime ediz. p.331:“E’ la prima ed. del testo del romanzo riveduto e della Storia della Colonna Infame”; Parenti, Rarità..., I pagg. 214-6. Vismara, 57.
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