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ATTAVANTI PAOLO

Historia Mantuana
Data: Mantova,1750 circa
Cod 34771
3.000,00 €
In 4°(mm 280x190); carte bianche 7, carte 10 n.n. di elenco; pagg. num. 115; 8 carte bianche in fine. Testo latino su 22 righe in corsivo minuscolo di unica mano a inchiostro bruno, con note al margine ad alcune pagine; specchio di scrittura mm 180x110, eseguito su carta finissima vergellata con marca d’acqua, raffinato finalino all’ultima carta con motivo floreale. Dedica al principe Federico Gonzaga (Mantova, 25 giugno 1441 – Mantova, 14 luglio 1484) terzo marchese di Mantova. Bellissima legatura settecentesca con bordura ai piatti e cantonali con motivi fitomorfi, medaglione ai piatti tutto impresso in oro, tagli e dentelle dorate; sguardie in elegante carta floreale su sfondo bronzo/oro. Copia settecentesca manoscritta su carta di questa importante storia della città di Mantova. Paolo Attavanti figlio di Antonio di Giusto, nacque a Firenze, negli anni compresi tra il 1439 ed il 1445, patrizio fiorentino, fu educato dai serviti, nel cui ordine entrò, conseguendo la laurea in Iure utroque a Pisa. Fu per qualche tempo in Roma, nell'ospedale di S. Spirito; rientrato poi nel suo ordine, assisté al capitolo generale di Firenze (1470) e venne iscritto al collegio dei teologi di Siena nel 1472. Al capitolo generale di Vetralla (1485) divenne assistente del generale; fu quindi mandato a predicare in diverse città dell'Italia set-tentrionale (Vercelli, Novara, Torino) e in Savoia. Partecipò anche al capitolo generale di Bologna (1488); nel 1496 fu ascritto al collegio dei teologi di Firenze, dove, provinciale del suo ordine per la Toscana, morì nel maggio 1499. In Firenze, frequentò il gruppo degli umanisti attorno a Lorenzo il Magnifico. Ebbe fama di predicatore valente; scrisse numerose opere: Vite di santi, la Historia Mantuana, un Quadra-gesimale de reditu peccatoris ad Deum (Milano 1479) e uno de tempore (s. l., s. a.) e altri sermoni. Scrisse inoltre un Breviarium totius iuris canonici (Milano 1478), un dialogo De origine ordinis servorum Beatae Mariae (ed. Canali, Parma 1727), commenti biblici, ecc. L’A. detto anche “Pauli Florentini Divi Ordinis S. Spiritus”, come citato nel proemio del manoscritto, quando scrisse la Historia Mantuae, nel 1482, si trovava ospite della famiglia Gonzaga e cercava di ingraziarsi il suo ospite Federigo. L’incipit elenca per ordine di argomento e poi per alfabeto. Nel testo ritroviamo le citazioni storiche e poetiche da Virgilio, Tito Livio, Flavio Biondo, Dante, Leonardo, Antonino Vescovo, Tiferno, Papa Innocenzo III, Papa Leone III, Leone IX, Imperatore Enrico VI… etc. oltre a riferimenti tratti dalla Vita di Longino. L’autore oltre ad elogiare la famiglia Gonzaga, cui è dedicata l’opera, sottolineandone la virtù militare e il ruolo di rifugio in tempi difficili, esprime umiltà e consapevolezza nell’arduo compito di dover aggiungere qualcosa di nuovo alla storia di una città a cui appartengono così tante figure illustri, introducendo le lodi tessute per gli eroi e le menti geniali, seguendo Virgilio che afferma che all’edificazione di Mantova contribuirono diverse stirpi e tribù: “Mantova ricca di antenrosioati ma non di un’unica stirpe per tutti”. Mantova è stata scelta per custodire il sangue di Cristo a testimonianza della sua dignità. In nessun luogo si trova una carità divina maggiore, se non qui dove nella cripta della basilica di S. Andrea il sangue è custodito. Ottimo esemplare, piccolo strappetto al marg. inf. della carta non numerata di elenco (8), lievi screpolature della pelle ai piatti nella parte inf., mancanza alla cuffia inf.

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